Bentornati ad una nuova puntata di Ups&Downs, la rubrica che si occupa di analizzare l’andamento dei biancorossoblu attraverso i numeri. Dopo esserci occupati nelle settimane passate del reparto esterni, stavolta è il momento dei lunghi, che hanno dimostrato nel corso della stagione un amalgama straordinaria, che ha permesso a coach Salieri di provare, con successo, i quintetti più differenti e funzionali alle diverse situazioni. Tra i 4 del frontcourt troviamo l’unica conferma della passata stagione, ovvero Lorenzo Molinaro – autore di un’annata molto positiva – e 3 scommesse, tutte vinte splendidamente dall’Assigeco Piacenza
UPS – COS’HA FUNZIONATO
Un rookie in corsa per l’MVP – La firma dei Markis McDuffie era passata inosservata durante l’estate e rappresentava una scommessa totale per un giocatore con un’esperienza di un solo anno in Europa, in Ungheria. Dieci mesi dopo non solo la scommessa è stata stravinta dalla società, ma McDuffie si è rivelato come uno dei migliori giocatori del girone verde, grazie alla sua atipicità: parliamo di un’ala grande al quinto posto per percentuale da 3 punti col 41.6% (su oltre 4 tentativi), ma soprattutto di un realizzatore capace di segnare un canestro in qualsiasi modo possibile sfruttando i mismatch con avversari con piedi spesso più lenti dei suoi, come dimostrano i quasi 21 punti di media che valgono la sesta posizione nella graduatoria generale. Presente quasi tutte le settimane nella top 10 delle migliore azioni della giornata, nel suo anno da rookie in Italia ci sono 4 trentelli e due partite da 29 punti, ma oltre i numeri indimenticabili restano le sue volate al ferro. In una parola: dominante.
La crescita vertiginosa di Guariglia – Anche Tommaso Guariglia, così come McDuffie, rappresentava un punto di domanda dopo la stagione difficile a Brescia, ma sono servite poche partite per capire che sarebbe stato giocatore di assoluto valore per la A2. Il centro salernitano ha cambiato molte volte il corso dei match grazie all’ingresso dalla panchina, dimostrando di trovarsi a meraviglia con Massone: il loro gioco a due è stato uno dei marchi di fabbrica della stagione piacentina. Rispetto all’ultima stagione in A2 (con la canotta di Agrigento) Guariglia è migliorato praticamente in ogni voce statistica, passando da 5.7 punti a partita e 2.9 rimbalzi agli 8.8 punti con 5.3 rimbalzi di questa stagione in 17 minuti di impiego. Per lui c’è anche un rassicurante 54% da 2 punti, a testimonianza della sua affidabilità nel pitturato. In poche parole Piacenza rappresenta per Guariglia la definitiva rampa di lancio.
Giovanni Poggi, l’uomo buono per tutte le stagioni – Quello che ha compiuto il classe ‘97 romano in questa stagione va ben oltre i 4 punti e 3 rimbalzi in 12 minuti di gioco, infatti Giovanni Poggi è stato l’uomo chiave della rotazione di Salieri per proporre talvolta un quintetto piccolo – con l’ex Mantova da unico lungo in grado di cambiare su qualsiasi blocco e tenere in uno contro uno le guardie avversarie – oppure una squadra più fisica con lui da 4 affiancato a Molinaro o Guariglia per contrastare roster più “pesanti”. Ogni volta che è stato chiamato in causa Poggi ha rappresentato il cambio di inerzia in favore dei biancorossoblu e quella dose di energia in grado di trascinare il resto del gruppo. I suoi 8 punti consecutivi nella trasferta di Treviglio sono il monumento della sua fantastica stagione.
La maturazione di Lorenzo Molinaro – Ultimo ma non certo per importanza, Molinaro rappresenta l’unico segno di continuità con la passata stagione e dopo un primo anno positivo da cambio prima di Hall, poi di Ogide, il centro friulano ha raggiunto la maturazione definitiva durante questa Regular Season affermandosi spesso come uno dei leader emotivi dell’Assigeco. La sua fisicità ed il suo atletismo su entrambi i lati del campo sono stati fondamentali per contrastare anche i più talentuosi centri americani del girone, e le sue schiacciate in mezzo all’area hanno in molti casi svoltato la partita in favore di Piacenza. I numeri di Moli (5.6 punti con 4 rimbalzi in 20 minuti di utilizzo) spiegano solo in parte il suo impatto sulla squadra, ma c’è un dato difensivo che lo rende imprescindibile: con 0.6 stoppate si è rivelato come uno dei più temibili intimidatori del girone verde, come testimoniano i tanti palloni spediti verso le tribune del PalaBanca. Mai, nella sua carriera, il giocatore aveva fatto registrare un numero così grande in questo fondamentale.
Il dominio sotto ai ferri – Con 37.2 rimbalzi a partita l’Assigeco è la sesta squadra a rimbalzo di tutto il girone verde, addirittura si piazza al quarto posto se si considerano solo quelli offensivi (10.7), segnale inequivocabile della grande energia messa ogni volta dai lunghi. In particolare questo ultimo aspetto ha spesso offerto possibilità di secondi tiri agli esterni, che hanno usufruito varie volte di triple completamente aperte.
DOWNS – COSA PUO’ MIGLIORARE
Le palle perse – Se l’Assigeco è in assoluto una delle squadre che perde meno palloni (12.9 a gara), colpisce il dato dei lunghi che insieme ne perdono 5.1, poco meno della metà del totale: il più delle volte i turnover si concretizzano dopo un’avventura in palleggio dopo un rimbalzo catturato, e questo è un aspetto che i quattro ragazzi del frontcourt dovranno curare in vista dei gironi ad orologio se Piacenza vorrà andare il più avanti possibile nei Playoff.
La precisione ai liberi – Proprio come i compagni più “piccoli”, anche i lunghi piacentini hanno incontrato qualche difficoltà a gioco fermo durante la stagione. Quando il livello della posta in palio si alzerà, le avversarie preferiranno sicuramente mandare in lunetta i biancorossoblu piuttosto che regalare facili schiacciate: il frontcourt piacentino dovrà farsi trovare pronto all’appuntamento per scoraggiare ogni tipo di fallo tattico.
