L’ultima partita di domenica contro Mantova ha sancito la fine di un girone verde ricco di soddisfazioni per l’Assigeco che ora deve solo attendere di sapere, al termine dei recuperi, se sarà ammessa direttamente ai Playoff oppure se dovrà conquistarseli attraverso il girone azzurro. La nota più lieta della stagione biancorossoblu riguarda senza dubbio la valorizzazione dei giovani sui quali la dirigenza ha fatto una scommessa che si è rivelata completamente vincente: molti di questi in particolare fanno parte di una batteria di esterni estremamente duttile su entrambi i lati del campo. La rubrica Ups&Downs oggi analizza proprio l’impatto del backcourt nell’arco di queste prime 26 partite.

UPS – COS’HA FUNZIONATO

La definitiva conferma di Cesana e Massone – Luca Cesana e Federico Massone sono stati fra i primissimi arrivi dell’estate 2020 e rispetto alla stagione precedente hanno fatto il salto di qualità definitivo che la società si aspettava: l’ex Casale per esempio ha triplicato la produzione dei punti in attacco (da 3.6 a 9.6 di media) ed è passato dai 14 ai 24 minuti di utilizzo medio in campo. Ma non finisce qui, perché a crescere esponenzialmente è stata anche la percentuale da 3 (dal 28% al 37%) e la distribuzione degli assist (da 0.7 a 2.4), segno di un giocatore che ha dimostrato di saper comandare la squadra nelle vesti di play, ma anche di trasformarsi in tiratore piazzato molto affidabile, soprattutto nei secondi finali è risultato spesso decisivo. Anche per Massone ci sono solo notizie positive: il ragazzo valdostano infatti è passato dai 3.4 messi a segno a Biella ai quasi 6 di questa stagione, arrivando a smazzare quasi 4 assist a partita, di cui tantissimi da highlight: non è un caso che sia uno dei migliori interpreti del pick ‘n’ roll nell’intera Lega. Le doti difensive erano invece già note, ma colpisce il dato delle 0.4 stoppate a partita: avere un atleta di questo livello rende il lavoro più facile anche per i lunghi

 Il tuttofare Carberry – La prima stagione italiana di Tobin Carberry può senz’altro definirsi positiva, l’ex Bakkan Bears infatti ha portato quella leadership tecnica che serviva ad una squadra così giovane: il ragazzo di Connecticut in particolare ha saputo lavorare nell’ombra, facendo tutte quelle cose utili che non vanno a referto che si rivelano poi fondamentali per la vittoria. Durante i momenti di stanca offensiva però è tornato ad essere l’ottimo realizzatore che è sempre stato, come testimoniano i 14.5 punti a gara. Ciò che più impressiona di Tobin è però lo straordinario atletismo e la capacità di saltare più in alto dei lunghi avversari a rimbalzo d’attacco per depositare la palla nel canestro.

Capitano o Ironman? – Matteo Formenti è tornato a Piacenza dopo una stagione interlocutoria a Tortona da 22.7 minuti e poco più di 5 punti a gara e quando molti pensavano che la sua parabola fosse alla fine, ecco che il quasi 39enne ha chiuso ogni bocca disputando un campionato straordinario. A colpire non sono tanto i 9.1 punti con un più che discreto 33% da tre su oltre 4 tentativi, ma la sensazionale capacità di rimanere in campo per oltre tre quarti (30.2, terzo assoluto della squadra per minuti giocati) facendo dimenticare a tutti la carta d’identità. Un dato a supporto della tesi? Matteo Formenti non ha mai avuto una percentuale tanto alta da 2 punti in A2 (53%): le sue incursioni al ferro hanno spesso tolto le castagne dal fuoco nei momenti in cui l’attacco faticava a trovare un tiro.

Il grande ritorno di Saba – Assigeco e Sabatini era un matrimonio destinato a compiersi nuovamente dopo la positiva stagione 18/19, e così il ragazzo bolognese dopo un mezzo campionato nella “sua” Fortitudo è tornato a Piacenza per aggiungere imprevedibilità nel reparto esterni. Le aspettative sul suo impatto sono state più che confermate, “Saba” infatti ha chiuso queste prime 7 partite a 10.3 punti di media con 5.3 rimbalzi e 4.9 assist a cui ha aggiunto un sorprendente 38% dal perimetro: due stagioni fa la percentuale era sotto il 30%. Il suo inserimento sempre più graduale nel sistema di Salieri sarà importante per il prosieguo della squadra nella seconda fase

Il grande apporto degli Under – Alessandro Voltolini, Nemaja Gajic e Stipe Jelic non sono stati under “solo” da portare in panchina, ma hanno contribuito in maniera importante durante la stagione non solo a far riposare i titolari, ma a cambiare il volto delle partite in certi frangenti: indimenticabili sono le due triple di Voltolini nel match d’esordio contro Orzinuovi, mentre in “Nema” lo staff tecnico ha trovato un difensore di primo livello, capace di stare in campo quasi 9 minuti di media nelle 22 partite disputate, annullando in molti casi il miglior esterno avversario. Per Stipe invece continua il percorso di crescita iniziato due stagioni fa che lo vede sempre più protagonista ed integrato nei meccanismi della prima squadra: con questi tre ragazzi il futuro dell’Assigeco è in buone mani

 

DOWNS – COSA PUO’ MIGLIORARE 

Tiri liberi stregati – Non è un segreto che il punto debole dell’Assigeco per gran parte di questa stagione sia stata la freddezza a gioco fermo: fra gli esterni, fatta eccezione per un Formenti da 85%, nessuno supera il 76% e considerando che Piacenza è una delle squadre che viene mandata di più in lunetta, servirà migliorare questo aspetto per farsi trovare pronti nella seconda fase. 

Il tiro da fuori va e viene – Non serve la partita contro gli Stings per testimoniare come i biancorossoblu siano una squadra abbastanza ondivaga dai 6.75 in particolare la zona è ciò che sembra mettere più in difficoltà la compagine di Salieri, ecco perché, quando le altre utilizzeranno con sempre maggior frequenza la 2-3 o la 3-2 per fermare la transizione piacentina, sarà necessario tirare con percentuali affidabili.

Questi erano gli UPS&DOWNS di fine stagione del reparto esterni: ci rivediamo qui, la settimana prossima, per dare uno sguardo alle prestazioni della frontline biancorossoblu