GIVOVA SCAFATI                                        77

UCC ASSIGECO                                            59

(23-19; 46-31; 65-43)

 

GIVOVA SCAFATI: Monaldi 6 (1/2, 1/4), Clarke 19 (3/5, 4/7), Ikangi 5 (1/3, 1/2), Cucci 3 (1/4 da tre), Daniel 12 (6/7 da due); Rossato 10 (2/2, 2/5), Cournooh 10 (1/5, 2/3), Mobio 6 (2/8, 0/3), De Laurentiis 6 (2/4 da due), Parravicini (0/2 da tre), Perrino (0/1 da due), Grimaldi

All.: Alessandro Rossi (assistente: Francesco Nanni)

 

UCC ASSIGECO PIACENZA: Sabatini 5 (0/1, 0/5), DeVoe 15 (4/5, 0/6), Gajic 7 (2/6 da tre), Pascolo 12 (6/9, 0/2), Guariglia 6 (1/2, 1/2); Bellan 8 (4/4, 0/2), Kohs 4 (1/4 da tre), Galmarini 2 (0/1, 0/1), Querci (0/2 da tre), Seck

All.: Stefano Salieri (assistenti: Gabriele Grazzini, Fabio Farina)

 

ARBITRI: Stefano Ursi di Livorno, Angelo Caforio di Brindisi, Roberto Radaelli di Rho

 

NOTE:        Tiri liberi: Givova 8 su 13, Assigeco 17 su 26

Tiri da tre: Givova 11 su 30, Assigeco 4 su 30

Rimbalzi: Givova 44 (Daniel 10), Assigeco 33 (Gajic, Sabatini 6)

Assist: Givova 18 (Cournooh 6), Assigeco 11 (DeVoe, Pascolo 4)

Cinque falli: Rossato (39’)

 

SCAFATI La Givova Scafati è un’eruzione di energia e determinazione che sommerge completamente i propositi di successo dell’Assigeco che, pareggiata la serie con una straordinaria coppia di vittorie casalinghe, cade nella “bella” del “PalaMangano, “sold out” di calore e passione, rimasto ancora inviolato da inizio stagione.

A sfidare Cantù nella finalissima play off va la squadra dell’ex Riccardo Rossato.

C’è parecchio dolore nell’animo rossoblu per essere a tanto così dal sogno, sentirlo quasi concretamente battere al ritmo del cuore, ma non riuscire a farlo uscire dal confine dei desideri perché il copione della serata di gara-5 è solo una copia sbiadita di quelli visti nelle precedenti quattro uscite.

Nella serata decisiva della serie di semifinale con la Givova Scafati l’Assigeco scivola nella prestazione meno brillante di questi straordinari play off evidenziando la riserva di forza, quasi tutta spesa nelle due vittorie in casa.

La dea Canestria poi all’improvviso toglie la mano dalla testa dei rossoblu che non riescono a prendere l’inerzia della contesa, gestita dai padroni di casa fin dalla palla a due con dosi massicce di intensità difensiva, decisiva nel togliere certezze ai lodigiani, un paio di volte con il naso avanti (9-11 al 5’ e 17-18 all’8’) con le triple di Gajic ma in forte difficoltà a trovare spazi in area e in serata decisamente negativa nel tiro dall’arco.

Se l’attacco non gira, la fase difensiva è troppo altalenante: i rossoblu non tengono l’uno contro uno sul perimetro e non riescono a chiudere l’area agli avversari.

Scafati domina a rimbalzo (44-33) scatenando la fisicità di Daniel mentre sul perimetro si infiamma l’azione di Clarke, Rossato, e Cournooh, stimolo e spirito del gruppo gestito dalla regia di Monaldi.

Non c’è efficacia e continuità nell’azione dell’Assigeco.

DeVoe gira senza potenza (5 palle perse) non bastano più le puntate di Pascolo e la verve di Sabatini per dare un senso diverso al gioco dei rossoblu che smarriscono tutti i punti di riferimento.

La tripla di Rossato (21-18) in chiusura di primo periodo è la scintilla che infiamma Scafati, squadra e pubblico, lanciata nel secondo periodo (31-21 al 4’) dilatando il vantaggio (45-29 al 9’) in modo da togliere il fiato all’Assigeco.

Ti aspetti una reazione rossoblu, Scafati non lascia spazio a illusioni.

Sono le triple di Rossato dopo l’intervallo lungo a dare i colpi decisivi alla resistenza della squadra di Stefano Salieri sempre in rincorsa affannosa (60-40 al 9’) di una giocata che possa invertire il trend negativo.

Scafati firma il massimo vantaggio (71-46 al 3’) consegnandosi a una lunga ovazione dei tifosi, già proiettati alla sfida con Cantù.

Lacrime e sudore rigano i volti dei rossoblu senza nulla togliere all’orgoglio e soddisfazione di una grande annata.